mercoledì 23 febbraio 2011

Tentato furto all'Itria

Nel pomeriggio di ieri qualcuno ha tentato di entrare all'interno della Chiesa di Santa Maria dell’Itria. Il tentativo di furto è fallito perché è scattato l’allarme ed il ladro (o i ladri) si è dato alla fuga. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Piazza Armerina al comando del Capitano della Compagnia Michele Cannizzaro. Dai primi accertamenti effettuati dai militari non è da escludere che si possa essere trattato di balordi o tossicodipendenti. Il tentato furto si è verificato intorno alle 16.30 e la parte alta del quartiere Canali è stata scossa dalla sirena d’allarme posto all’interno della Chiesa. Pare che uno, o più individui, dopo essersi introdotto all’interno del luogo sacro, abbia cercato di mettere fuori uso l’allarme. Il maldestro tentativo non è riuscito ed il tentato furto, per fortuna, è fallito. Immediatamente avvertito da una telefonata, sul posto è giunto il responsabile spirituale della Chiesa don Salvatore Giuliana, che ha allertato i Carabinieri che, giunti in via Itria, hanno fatto tutti i rilievi del caso e aperto le indagini. I militari non escludono nessuna ipotesi investigativa sul movente che abbia spinto uno o più soggetti, a quell’ora, a forzare l’ingresso della Chiesa. Il parroco don Salvatore ha preferito non commentare l’accaduto rimettendosi alle indagini delle forze dell’ordine. Non è la prima volta che balordi tentano di entrare all’interno di quella che fu la Chiesa madre di uno dei quattro quartieri storici della città. In passato la Santa Maria dell’Itria è stata oggetto di numerosi raid e molte oggetti sacri e di valore sono stati sottratti negli anni. La chiesa di Santa Maria dell’Itria è stata chiusa nel dicembre del 2007 quando, a causa di una copiosa infiltrazione d’acqua, venne giù il muro di cinta che si affaccia su via Itria. Solo la fortuna volle che al momento del crollo del muro non ci fosse nessuno nei pressi, scongiurando così una tragedia.

Guglielmo Bongiovanni

martedì 22 febbraio 2011

Tutti insieme per Palazzo Trigona

PALAZZO TRIGONA TESTIMONIAL SICILIANO DELLA CAMPAGNA NAZIONALE ABBRACCIAMO LA CULTURA



Sabato scorso, a Piazza Armerina, ha fatto finalmente tappa la campagna nazionale Abbracciamo la cultura di cui Palazzo Trigona è testimonial per la Sicilia. Quasi 200 persone, in rappresentanza delle cinquanta associazioni che compongono il comitato cittadino pro Museo Trigona, muniti di un grande striscione di oltre venti metri con lo slogan “Una città per il Museo, un Museo per la città”, nonostante le condizioni climatiche, hanno avvolto in un grande abbraccio il Palazzo, così come sarà fatto il cinque marzo a Roma con il Colosseo a chiusura della campagna Nazionale.

“ A breve assisteremo all’apertura parziale del Palazzo, ma senza alcuna programmazione specifica, – dichiarano i responsabili del comitato - ma ciò non può e non deve essere considerato un punto di arrivo, e neanche il successo di una politica distratta e opportunista dell’ultima ora che vorrebbe gestire trionfalismi affrettati, ma solo l’inizio perché il Palazzo venga trasformato veramente in museo”. Testimonianza di rilievo è stata la partecipazione del sindacato dei restauratori FILLEA CGIL, con Franco Tarantino e Alfredo Schilirò, rispettivamente segretario generale siciliano, e segretario provinciale. Con la FILLEA CGIL, una delle principali sigle che promuovono su scala nazionale la campagna Abbracciamo la cultura, saranno messe in campo importanti iniziative durante la Settimana della cultura in programma per il mese di aprile. Il comitato cittadino, oltre ad avere sottoscritto il manifesto di Abbracciamo la cultura, che pone agli occhi dell’attenzione pubblica il problema dei beni culturali intesi come risorsa, si è proposto un obiettivo ambizioso nei confronti del sistema locale dei beni culturali. “Da decenni questa città aspetta un museo d’eccellenza che possa costituire un polo di attrazione culturale e turistica da affiancare alla Villa del Casale, e che possa supportare anche la rinascita economica di Piazza – continuano dal comitato - La mancanza del museo si farà sentire maggiormente nei prossimi mesi quando, in occasione del rientro della Venere e della riapertura della Villa del Casale, Piazza, purtroppo, non si presenterà al passo con questi grandi eventi. E non sarà un allestimento frettoloso e parziale di qualche sala del Trigona che colmerà il gap”. Ad oggi – concludono i rappresentanti del comitato – manca un progetto di musealizzazione complessivo ed un piano di gestione del Trigona, mancano le risorse finanziarie e di personale per fare del Trigona un Museo che lo proietti al di là del ruolo minore di museo di provincia”.

Il direttore del servizio Parco Archeologico della Villa, cui a breve sarà conferito il Palazzo, sin dal suo insediamento ha dichiarato di lavorare per fare del Trigona un Museo e il comitato si rende disponibile a supportare il suo lavoro con tutte le azioni necessarie perché la città raggiunga l’importante obiettivo, a cominciare da una forte e costante azione di sensibilizzazione della cittadinanza e delle istituzioni politiche.



Coordinamento e ufficio stampa

Legambiente Piazza Armerina - trigona@piazzambiente.com



LE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL COMITATO: Legambiente, Comitato quartiere Monte, Comitato quartiere Canali, Comitato quartiere Castellina, Comitato quartiere Casalotto, C.I.F., A.I.M.A , Assipan, Confcommercio, AGTE – Federagit, Anva Confesercenti, Centro Commerciale naturale “Il mosaico”, ASD Piazza Armerina Calcio, Omniaturist, Moysikos SACAM, Emergency, Archeoclub, Fidapa, Lions, Rotary,Kiwanis, Inner Wheel, Copat, Avulss, Associazione Kore, Domus Artis, Centro socio culturale Maria SS. Vittorie, Armerina Emergenza P.C., Agedi, Ordine Cavalieri di Plutia, Italia Nostra, Lega zolfatai, Università popolare tempo libero, Centro studi del Mediterraneo, Sicilia arte e gusto, Piazza medioevale, Giovani orizzonti, Cobas, Coldiretti, Gruppo archeologico L. Villari, Confagricoltura, Ordine Santo Sepolcro, Avis, ASD Jozzo Sporting Club, Tennis Club Piazza Armerina, Ass. Sportiva Disabili Erei onlus, Fondazione “Prospero Intorcetta – cultura aperta”

domenica 20 febbraio 2011

L'Itria adesso lancia fiamme

Un'altro grave incidente in via Itria, la trasforma in una centrale di protezione civile. Un cavo va in corto e si infiamma una perdita di metano. La sicurezza è la minima richiesta degli abitanti, purtoppo ad oggi insoddisfatta.
In attesa che in via Itria arrivano i milioni di euro, promessi e sbandierati ai quattro venti, la parte alta del quartiere Canali ha vissuto l’ennesimo dramma. Ancora una volta in primo piano la precarietà di un impianto elettrico obsoleto e pericoloso. Delle scintille sono scaturite da un groviglio di cavi danneggiati dal tempo e messi in corto circuito dalla pioggia caduta ieri. I cavi erano poggiati su un tubo di gas, dal quale si perdeva una piccola quantità di metano; ne è scaturita una fiammata che ha spaventato le famiglie che abitano nella parte alta della via Itria, dinanzi quello che è rimasto della Chiesa madre del quartiere Canali.
A distanza di pochi giorni, ancora una volta, il quartiere dimenticato è al centro della cronaca per episodi che fin qui, per puro miracolo, non hanno provocato danni a cose e persone. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del locale distaccamento di Piazza Armerina, guidati dal caposquadra Filippo Cavolo, due volanti dei Carabinieri, al comando del capitano Michele Cannizzaro e il Commissario della Polizia municipale della città, Maria Rosa Pascolato.
La fiammata si è spenta appena i Vigili del fuoco hanno interrotto la fuoriuscita di gas.
«I problemi hanno avuto origine – commenta il caposquadra dei Vigili del fuoco Filippo Cavolo – da un impianto elettrico vecchio che cedendo si è poggiato su un tubo, anch’esso mal ridotto, di gas metano. Le scintille poi hanno provocato la fiammata che per fortuna non ha avuto una gettata pericolosa perché la quantità di metano che usciva dal tubo era minima.»
Sul posto è arrivata anche l’Enel che ha provveduto a mettere in sicurezza la zona. Diverse le famiglie che si sono riversate per strada temendo che potesse accadere il peggio. «Quanto accaduto è l’ulteriore prova che questa parte della città è stata abbandonata da tutti» è il commento delle molte famiglie coinvolte nell’inusuale incidente.
Il Presidente del Comitato di quartiere Canali, Salvatore Arena, appena informato dei fatti accaduti ha rilasciato una dura dichiarazione, ponendo al centro dell’attenzione il problema della sicurezza: «I nostri amministratori, che governano la città, stanno comodi nelle loro case mentre avrebbero il dovere di garantire la sicurezza dei propri cittadini. Per esempio chiedendo all’Enel perché nel giro di pochi giorni si sono verificati due episodi che avrebbero potuto mettere a repentaglio la vita dei cittadini. In secondo luogo, poiché la parte alta della via Itria è spesso frequentata da tecnici della Protezione civile, non riusciamo a capire perché quest’ufficio non abbia mai sollecitato l’Enel o la Siciliana gas a rimuovere i pericoli legati a impianti ormai obsoleti. Poiché tutti gli uffici o organi competenti giocano a scaricare le responsabilità ad altri facciamo appello al sindaco Nigrelli: piuttosto che fare conferenze stampa per sbandierare i milioni di euro finalizzati al recupero del quartiere Canali (sic!) il primo cittadino potrebbe recarsi di persona in via Itria e rendersi conto dei pericoli con cui è costretta a vivere la gente che vi abita. Noi non abbiamo bisogno di sognare ma ciò che chiediamo è l’impegno e la sensibilità a risolvere i piccoli problemi».

Guglielmo Bongiovanni

Su gentile concessione della testata giornalistica http://www.orizzontierei.it/

venerdì 18 febbraio 2011

Canali: quartiere dimenticato

Il quartiere Canali non ha mai conosciuto tanto degrado e tanto abbandono. Le proteste dei cittadini costretti a vivere in mezzo a erba, sporcizia, topi.
Degrado sembra ormai la parola d’ordine di alcune famiglie che abitano nel quartiere Canali. Via Vincenti e via Scalo, due piccole stradine, nel cuore del borgo dei Canali, che possono essere prese a simbolo di un quartiere dimenticato. Al peggio non c’è mai fine; anche i postini sembrano essere scomparsi. A denunciare lo stato di abbandono, in cui versa tutta la zona che si trova dirimpetto la chiesa dell’Itria, è Carmelo Marotta uno dei residenti nella zona: “Si convocano conferenze stampe, si lanciano proclami che presto tutto sarà risolto, ogni tanto si presentano tecnici del settore ma di fatti concreti ne vediamo pochi, anzi nulla. Basta venire qua per rendersi conto di come sono costrette a vivere alcune famiglie. L’erba ormai rischia di entrarci a casa – continua Carmelo Marotta - oltre ad essere ricettacolo per gatti, cani e topi che mettono a repentaglio la sicurezza dei nostri bambini. La passerella che si trova dinanzi la chiesa dell’Itria rischia di venire giù da un momento all’altro. Per finire non abbiamo un cassonetto dell’immondizia vicino alle nostre abitazioni. Gli anziani, che non possono arrivare in piazza Garibaldi per motivi di salute, sono costretti a rivolgersi ai giovani per buttare i rifiuti. Da qualche tempo che non arrivano più i postini in questa zona. Non si capisce bene il perché. Alcuni di noi hanno ricevuto, fino a qualche giorno fa, puntualmente la posta. Ora sembra che il servizio postale abbia cancellato la via Scalo e la via Vincenti dalla toponomastica. In questa parte della città vediamo coloro che si fanno chiamare politici solo quando la città è chiamata a nuove tornate elettorali. Poi dimenticano tutto; i quartieri, la loro storia e l’importanza che dovrebbero avere per questa Città che sembra ormai lasciata a se stessa.” Il Presidente del Comitato di Quartiere, Salvatore Arena, ha preannunciato una piattaforma di rivendicazioni da sottoporre al Sindaco e al Consiglio comunale. “Non lasceremo – ha detto Salvatore Arena – che continui questo stillicidio di indifferenza che è piombato sulla nostra popolazione”.

Guglielmo Bongiovanni

Su gentile concessione della testata giornalistica http://www.orizzontierei.it/

domenica 2 gennaio 2011

"UNA CITTA’ PER IL MUSEO, UN MUSEO PER LA CITTA’ " Comunicato Stampa Comitato Trigona

AL VIA IL CONTRATTO ENEL CHE PERMETTERA’ L’EFFETTUAZIONE DEL COLLAUDO DEI LAVORI DI PALAZZO TRIGONA

Il comitato cittadino pro Palazzo Trigona apprende con soddisfazione la notizia dell’avvenuto pagamento, da parte della Soprintendenza di Enna, della somma necessaria per l’attivazione del contratto Enel per Palazzo Trigona.

“L’attivazione effettiva dell’utenza elettrica – dichiarano i responsabili del comitato – permetterà l’effettuazione del collaudo degli impianti, necessario per la messa in funzione dell’edificio. Si tratta di un primo importante passo e auspichiamo che il collaudo avvenga entro il mese di gennaio 2011”. Il comitato cittadino per Palazzo Trigona, attivato 10 anni fa e recentemente ricostituito, rimarrà vigile su tutto l’iter che porterà all’apertura di Palazzo Trigona e alla realizzazione del Museo della Città e del Territorio. Scopo principale e dichiarato del comitato Trigona è quello di aprire un ampio dibattito con la città e le istituzioni sul futuro del Trigona e sul rilancio economico della città legato alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale.

Palazzo Trigona oggi, nonostante il restauro concluso, non è ancora museo.

Molte sono ancora le vicende da risolvere per permettere il conseguimento di tale importante risultato. Al momento non è stato definito un piano temporale preciso per la realizzazione del museo e, soprattutto, un ordinamento museale specifico, un piano di gestione che affronti il problema del personale, dei costi di manutenzione del palazzo, e della promozione culturale del Trigona.

Il coordinamento delle attività del comitato Trigona è stato affidato a Legambiente che, da più di 10 anni, si è resa portavoce della giusta richiesta dei cittadini piazzesi di poter avere il museo tanto atteso assumendo un ruolo un ruolo da pungolo nei confronti dell’amministrazione regionale e locale. Il comitato pro Trigona tornerà a riunirisi il 10 gennaio per ampliare la base di partecipazione e adesione all’attuale comitato e per discutere le azioni da intraprendere, nell’interesse della città.




LE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL COMITATO :
Legambiente, Comitato quartiere Monte, Comitato quartiere Canali, Comitato quartiere Castellina, Comitato quartiere Casalotto, C.I.F., A.I.M.A , Assipan, Confcommercio, AGTE – Federagit, Anva Confesercenti,
Centro Commerciale naturale “Il mosaico”, ASD Piazza Armerina Calcio, Omniaturist, Moysikos SACAM

mercoledì 27 ottobre 2010

Commemorazione dei defunti: una festa da rivalorizzare, anche laicamente

La Commemorazione dei defunti, o Giorno dei Morti, è una ricorrenza della Chiesa Cattolica preceduta da una Novena. Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti oggi, 1 novembre. L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava tutti i morti il sabato prima la domenica di Sessagesima, ossia l’ottava dopo la Pasqua, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Il culto dei morti però, come sappiamo, è tipico e comune di tutte le più grandi civiltà nella storia, tanto che si può arrivare tranquillamente arrivare ad affermare che nel momento in cui la memoria ed il culto dei defunti entri in crisi e venga meno, ciò sia sinonimo e termometro culturale di mera decadenza, nella misura in cui un popolo che si distacchi dalle proprie radici storiche e culturali, come dal rispetto profondo per il proprio passato, non possa conoscere un sereno e cosciente futuro.

È consuetudine, nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. Da noi in Sicilia, in particolare, durante la notte di Ognissanti, la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. Nella provincia di Massa Carrara, in Toscana, la giornata è l’occasione del bèn d’i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l’onere di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno un bicchiere di vino; ai bambini inoltre veniva messa al collo una collana fatta di mele e castagne bollite. Sempre in Toscana, nella zona del monte Argentario ed in tutta la provincia di Grosseto era tradizione cucire delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta, cibo o denaro. Vi era inoltre l’usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi. In Puglia, particolarmente nelle zone di Foggia e Barletta, è tipico del giorno dei morti la preparazione della cosiddetta colva, un dolce composto da grano cotto, pezzi di cioccolato fondente, noci e mandorle tritate, chicchi di melagrana, uva passa e condito con zucchero e vincotto.

Nelle comunità dell’Italia Meridionale dell’Eparchia di Lungro e dell’Eparchia di Piana degli Albanesi si commemorano i defunti secondo la tradizione orientale di rito greco-bizantino. Le celebrazioni vengono effettuate però nelle settimane precedenti la Quaresima.

Secondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei defunti tornerebbero dall’aldilà effettuando delle processioni per le vie del borgo e praticamente in ogni località v’è qualche aneddoto o tradizione legata al periodo dei defunti da ricordare, oltre quelli già citati.

In alcune zone, inoltre, confermemente a quanto avviene nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all’interno per utilizzarle come lanterne, anche se bisogna precisare come, in genere, la festa medesima di Halloween non faccia parte della nostra tradizione storica ma possa essere considerata per larghissima parte quale una festa d’importazione ad uso e consumo prevalentemente… consumistico e d’emulazione più o meno gradita anche perché aliena dalla nostra storia e dalle nostre radici culturali che andrebbero piuttosto recuperate socialmente e con il contributo fondamentale di istituzioni, scuola e famiglie (che potessero educare i bambini alla nostra tradizione e storia, notevolissima ed apprezzata e studiata in tutto il mondo) oltre che importarne solo meramente e spesso acriticamente di altrui.




giovedì 7 ottobre 2010

Successo dell'edizione 2010 di Puliamo il mondo a Piazza Armerina


VOLONTARI, SCOLARESCHE E CITTADINI ALL’OPERA PER RIPULIRE VILLA ROMA E TRASFORMARLA IN GIARDINO D’ARTE


Si è svolta, sabato 2 e domenica 3 ottobre, a Piazza Armerina, Puliamo il mondo, la più grande iniziativa di volontariato ambientale promossa da Legambiente, ormai giunta alla XVII edizione.
La manifestazione, organizzata dal Circolo Piazzambiente di Legambiente, con il patrocinio del comune di Piazza Armerina, ha registrato per il 2010 la presenza ufficiale del Comitato di Quartiere Canali.
“L’edizione 2010 – dichiarano i responsabili di Legambiente e del Comitato di Quartiere Canali – ha presentato una novità rispetto le edizioni precedenti. Come sempre, armati di guanti e rastrelli, e con la collaborazione di scuole, associazioni e cittadini, abbiamo ripulito le aiuole e i viali della villa, ma abbiamo realizzato anche piccoli interventi di manutenzione e anche una vera e propria opera d’arte collettiva, un murales liberamente ispirato all’opera di Mondrian e al mosaico. Speriamo che questo esperimento, possa essere il preludio della trasformazione della villa in un atelier d’arte moderna all’aperto”.
Nei prossimi giorni sarà consegnata al sindaco della città una lettera sottoscritta dai piccoli partecipanti alla manifestazione con la richiesta che la villa Roma possa diventare un giardino d’arte, con spazi dedicati al mondo dell’infanzia, all’interno del quale realizzare eventi e manifestazioni per tutte le età e che venga tenuta costantemente pulita.
Più di 300 bambini e ragazzi hanno raccolto quasi 100 sacchi di rifiuti e hanno preso in mano il pennello per realizzare il murales di villa Roma che ha ricoperto le pareti del chiosco e che sarà completato nel prossimo week-end.
Legambiente ed il Comitato di Quartiere Canali ringraziano l’amministrazione comunale, tutti i volontari, i cittadini che hanno partecipato alla manifestazione e i dirigenti scolastici, gli insegnanti e i giovani alunni della Scuola media Roncalli, dell’Istituto Comprensivo Luigi Capuana, dell’Istituto Magistrale Francesco Crispi, dell’Istituto d’istruzione Superiore Ettore Majorana e dell’Istituto professionale G.B. Giuliano.

L’edizione 2010 di Puliamo il mondo è stata realizzata in memoria di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica barbaramente ucciso qualche settimana fa, per il suo forte impegno nei confronti dell’ambiente.